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Epicondilalgia: perché il gomito non guarisce e cosa serve davvero per recuperare

Epicondilalgia: molto più di un semplice “gomito infiammato”

L’epicondilalgia laterale, spesso chiamata gomito del tennista, è una delle problematiche tendinee più persistenti e frustranti. Molti pazienti convivono con il dolore per mesi (a volte anni), alternando fasi di miglioramento e ricadute. Presso Na Stasì Kalì Fisioterapia, a Calimera, trattiamo l’epicondilalgia all’interno della Clinica del Tendine, con percorsi strutturati per pazienti provenienti da Lecce e provincia.

Perché il gomito “non guarisce”

Il problema principale è che l’epicondilalgia non è quasi mai un’infiammazione pura. Nella maggior parte dei casi si tratta di una tendinopatia da sovraccarico dei tendini estensori dell’avambraccio. Il gomito non guarisce perché:
• il carico continua a superare la capacità del tendine
• il dolore viene solo “spento”, non rieducato
• il riposo prolungato indebolisce ulteriormente il tessuto
• il gesto lavorativo o sportivo non viene modificato
• manca un vero lavoro di adattamento al carico

Chi sviluppa più spesso epicondilalgia

È frequente in:
• sport con presa e impatto (tennis, padel, cross training)
• lavori manuali ripetitivi
• utilizzo prolungato di mouse e tastiera
• fai-da-te e attività domestiche intense
Non è lo sport o il lavoro in sé il problema, ma come e quanto il tendine viene caricato.

Sintomi tipici dell’epicondilalgia

I sintomi più comuni includono:
• dolore sul lato esterno del gomito
• dolore durante la presa
• difficoltà a stringere o sollevare oggetti
• fastidio che aumenta con l’uso ripetuto
• riduzione della forza dell’avambraccio
Ignorare questi segnali porta spesso a cronicizzazione.

Perché riposo, infiltrazioni o terapie passive non bastano

Molti trattamenti riducono temporaneamente il dolore, ma non rendono il tendine più forte. Senza un lavoro attivo:
• il dolore tende a tornare
• il tendine resta fragile
• il rischio di recidive aumenta
Il vero problema non è il dolore, ma la ridotta tolleranza al carico.

Valutazione dell’epicondilalgia

Nel nostro centro di fisioterapia a Calimera, la valutazione include:
• analisi delle attività quotidiane e lavorative
• test di forza e presa
• valutazione del carico ripetuto
• controllo della catena arto superiore
• integrazione con RUSI quando indicato
Questo consente di impostare un percorso mirato e progressivo.

Esercizio terapeutico: la vera chiave di recupero

L’esercizio terapeutico specifico è il pilastro del trattamento dell’epicondilalgia. Il lavoro è orientato a:
• carico progressivo del tendine
• rinforzo degli estensori dell’avambraccio
• miglioramento della forza di presa
• aumento della tolleranza allo sforzo
L’obiettivo è rendere il gomito nuovamente capace di lavorare, non solo “meno doloroso”.

Strength & Conditioning e Reverse Engineering

Nel percorso integriamo:
• Strength & Conditioning per rinforzare l’intero arto superiore
• Reverse Engineering, partendo dal gesto finale (lavoro, sport, presa)

Questo permette di:
• preparare il gomito alle reali richieste
• evitare ritorni prematuri
• ridurre il rischio di ricadute

Onde d’urto radiali: quando sono utili

Le onde d’urto radiali possono essere utilizzate come supporto per:
• modulare il dolore
• facilitare l’adattamento del tendine
👉 Non sostituiscono l’esercizio terapeutico, ma lo supportano nel percorso.

Quando iniziare un percorso per il gomito

È consigliabile una valutazione se:
• il dolore dura da settimane
• il gomito limita lavoro o sport
• la forza di presa diminuisce
• il dolore ritorna ciclicamente
• stai “resistendo” al dolore quotidiano

Dove trattare l’epicondilalgia a Lecce

Puoi trattare l’epicondilalgia presso il nostro centro Na Stasì Kalì a Calimera per Lecce e provincia